#MeToo India: Scandali delle Molestie Sessuali

Sunil Deepak, 11 ottobre 2018

Lo scandalo di molestie sessuali dello czar di Hollywood Harvey Weinstein era scoppiato un anno fa in ottobre 2017 e aveva innescato una serie di denunce contro alcuni personaggi famosi come Kevin Spacey. Dopo un anno, quell’onda delle denunce è arrivata anche in India e ha coinvolto diversi personaggi famosi tra i quali, diversi politici, giornalisti, registi e attori.

Primo scandalo

Tutto è cominciato nella seconda metà di settembre. Un’ex-attrice di Bollywood, Tanushree Dutta, residente in America da circa 10 anni, durante una visita in India ha raccontato la sua storia di aver subito una molestia sessuale da parte dell’attore Nana Patekar nel 2008 mentre lavorava in un film. Lei ha dichiarato che all’epoca lei l’aveva raccontato tutto al regista e ad altre persone che lavoravano con lei, ma nessuno l’aveva presa sul serio. Traumatizzata da quell'esperienza, lei si era ritirata dal mondo del cinema.

All’inizio, l’intervista di Tanushree è stata accolta con dichiarazioni tipo, “Ma questa vuole solo pubblicità, dopo 10 anni ora si è ricordata della molestia”. Fortunatamente un giornalista che allora era un tirocinante ed era presente sul set del film, si ricordava dell’episodio, ha confermato tutto. Con il passare dei giorni, qualcuno altro si è fatto avanti con la sua storia che coinvolgeva Patekar. Il dibattito sulla questione ha fatto uscire molte altre denunce contro altri personaggi famosi, così la storia di Dutta-Patekar è rimasta viva e finalmente il 10 ottobre, la Commissione per i Diritti delle Donne ha convocato Patekar per un'udienza.

L’accusa della suora

Lo scandalo Dutta-Patekar ha fatto focalizzato l’attenzione pubblica ad un’altra storia che andava avanti da qualche mese e che coinvolgeva una suora e un vescovo. Tutto è iniziato in luglio 2018 quando una suora ha denunciato alla polizia Monsignor Franco Mulakkal, il vescovo di Ludhiana nello stato di Punjab nel nord dell’India, per averla stuprata 13 volte tra il 2014 e il 2016. La suora ha dichiarato che ne aveva parlato prima con la sua congregazione (Madre di Carmelo) e poi con altre persone della gerarchia ecclesiale, ma non aveva ricevuto nessuna risposta.

Per circa 2 mesi la polizia non ha fatto altro che interrogare più volte la suora. Quando la storia è apparsa sui giornali, le prime reazioni erano tutte contro la suora – perché si era fatta avanti dopo due anni, forse voleva ricattare il vescovo? In un’intervista TV un politico di Kerala, vicino alla chiesa cattolica indiana, ha detto che lei non era una suora ma una prostituta.

Alla fine, in settembre la suora, accompagnata da altre 4 consorelle ha deciso di fare lo sciopero pubblico e poco alla volta l’opinione pubblica si è mobilitata. La congregazione ha prima chiesto alla suora di ritirare l’accusa e poi preso distanze da questo gruppetto di suore. Nonostante la loro espulsione dal convento e le richieste più o meno minacciatorie della gerarchia ecclesiale, le suore hanno rifiutato di fermare la loro protesta. Un'altra congregazione si è fatta avanti per offrire un rifugio alle 5 suore.

Quando oramai la notizia è apparsa sui quotidiani nazionali, il Vaticano ha chiesto la sospensione del vescovo e alla fine, ai primi di ottobre, lui è stato arrestato.

Nel frattempo, le minacce contro le suore non si sono fermate. Il 10 ottobre 2018, la Federazione Cattolica Indiana ha lanciato la domanda dell’espulsione delle suore anche dal convento delle Missionarie di Gesù, dove esse sono attualmente ospitate.

L’onda è partita

Ai primi di ottobre, le denunce erano timide e incerte, ma poco alla volta, le donne hanno iniziato a parlare. Ora sembra un torrente in piena. Alcune di loro volevano restare anonime, hanno parlato con i giornalisti ai quali hanno fornito le informazioni. Invece altre sono uscite allo scoperto. Ora, ogni giorno vi sono nuove denunce.

Alcune denunce sono state seguite da ripercussioni per gli aggressori. Gli attori Aamir Khan e Hrithik Roshan hanno deciso di non lavorare con i registi accusati di molestie. Alcuni altri hanno dovuto dare le dimissioni. Ogni giorno la lista degli accusati diventa più lunga. In diversi casi, sembra che molti erano già al corrente di quello che succedeva ma non avevano agito prima. I nomi di diversi attori, cantanti, registi, scrittori e politici sono stati fatti. Tra gli scrittori conosciuti in Italia vi sono Kiran Nagarkar e M. J. Akbar.

Akbar è anche il vice ministro degli affari esteri, per cui resta da vedere se il Governo dovrà prendere atto di queste denunce. Tra le donne che hanno parlato delle sue molestie, vi sono tre giornaliste ben conosciute - Saba Naqvi, Priya Ramani e Ghazala Wahab.

Per il momento, l’onda indiana di #MeToo ha coinvolto soprattutto il mondo delle grandi città e della stampa anglofona, ma già si sentono sussurrare i primi nomi delle persone legati alla stampa locale e nelle province, dove le donne sono più vulnerabili, la società è più conservatrice e la giustizia è più lontana.

In India, un po' come in tutto il mondo, quando vi sono scandali di molestie sessuali, quasi sempre sono le vittime a pagarne le conseguenze compresa la condanna popolare. Questa volta, l’onda delle denunce riuscirà finalmente a rompere i tabù che circondano le vittime delle molestie sessuali in India?

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